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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Mosasaurus
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mwbamwbqMosasaurus (il cui nome significa "lucertola del mwbgfiume Mosa") è un mwbwgenere estinto di mwcarettile marino mwcqmosasauride, dell'ordine mwcgSquamata, vissuto nel mwcwCretaceo superiore, circa 70-65 milioni di anni fa (mwdaMaastrichtiano), in mwdqEuropa occidentale, in mwdgMarocco in mwdwNord America, ed in mweaGiappone. Il genere conta, attualmente, cinque mweqspecie: la mwegspecie tipo mwewmwfaM. hoffmannii, mwfqmwfgM. missouriensis, mwfwmwgaM. conodon, mwgqmwggM. lemonnieri e mwgwmwhaM. beaugei. Il mwhqMosasaurus fu uno dei più grandi generi della sua famiglia, oltre a essere uno degli ultimi mwhgmosasauridi a evolversi prima della grande mwhwestinzione di massa del Cretaceo-Paleocene. Contrariamente a come si potrebbe pensare, non è un mwiadinosauro.

Contents

Note

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Descrizione

mwkqMosasaurus fu uno degli ultimi mwkgmosasauridi, oltre a essere uno tra i più grandi. Come la maggior parte dei mosasauridi, gli arti si erano evoluti in corte ma efficienti pinne, e le pinne anteriori erano più grandi delle pinne posteriori. La più grande specie conosciuta, mwkwM. hoffmannii, poteva raggiungere una lunghezza pari a 17-18 metri (56 piedi)cite-ref-1[1], leggermente più lungo rispetto ai suoi parenti più stretti mwmamwmqTylosaurus e mwmgmwmwHainosaurus. Inoltre, mwnaMosasaurus era anche il più robusto tra i mosasauridi, raggiungendo un ragguardevole peso di 25-30 tonnellate negli esemplari maggiormente sviluppati,cite-ref-2[2] soprattutto il cranio dotato di una mwoqmandibola collegata molto strettamente al cranio. Il corpo era lungo, grosso e a forma di botte. Gli occhi erano relativamente grandi, ma garantivano una scarsa visione binoculare, e i bulbi olfattivi erano poco sviluppati, pertanto gli esperti ritengono che mwogMosasaurus vivesse vicino alla superficie dell'oceano, dove predava mwowpesci, mwpatartarughe, mwpqammoniti, mwpgplesiosauri e anche mwpwmosasauri più piccoli. Anche se era in grado di immergersi a grandi profondità, è più probabile che non si avventurasse in acque troppo profonde preferendo rimanere vicino alla superficie, dove era più facile trovare cibo.

Il mwqqcranio di mwqgMosasaurus terminava gradualmente in una breve punta conica e le fauci erano armate con enormi denti conici. Le pinne, come quelle dei moderni mwqwcetacei, erano sostenute da cinque dita nelle pinne anteriori e quattro in quelle posteriori, unite tra loro a formare un'unica pinna. La coda dell'animale era molto forte e sinuosa, e alcuni fossili di mosasauridi suggeriscono la punta della coda avesse una biforcazione, come la coda degli mwrasquali e di alcuni mwrqittiosauri (Lindgren et al., 2010). Durante il nuoto il corpo rimaneva fermo per ridurre la resistenza attraverso l'acqua, mentre l'estremità della coda forniva una potente propulsione.

Uno studio del 2016 ha offerto una nuova diagnosi del genere mwrwMosasaurus: secondo lo studio, mwsaMosasaurus sarebbe caratterizzato da una premascella con un corto rostro conico e privo di denti, una mascella priva di cunetta per la narice esterna, processi posteromediali del frontale che invadono profondamente il parietale, un osso quadrato più alto che lungo con un corto processo suprastapediale, un angolare visibile lateralmente solo per un breve tratto, un surangolare molto alto, un omero con un robusto processo postglenoide, e un pube con un tubercolo rivolto anteriormente (Street e Caldwell, 2016).

Impronte di pelle

Nel 2009, sono stati descritti diversi esemplari di mosasauride con impronte di pelle ben conservata, tutti provenienti dal mwtwMaastrichtiano, della formazione Muwaqqar di Harrana, in mwuaGiordania. Questi fossili mostrano che il corpo dei mosasauri, così come la membrana che univa le "dita", era coperto da piccole scaglie a forma di diamante che si sovrapponevano fra loro. Negli esemplari di Harrana sono presenti due tipi di scaglie in un solo esemplare: scaglie carenate, molto simili a quelle dei moderni mwuqvarani, che ricoprivano la parte superiore del corpo e scaglie lisce sul ventre. Dal momento che i mosasauri erano probabilmente predatori d'agguato, si suppone che questi animali avrebbero potuto beneficiare notevolmente della mancanza di riflesso delle scaglie carenate (Kaddumi, 2009).cite-ref-3[3] Per lungo tempo si è ritenuto che mwvgMosasaurus, come tutti i mosasauri, possedesse una mwvwcoda appiattita lateralmente e diritta; nuovi studi (Lindgren et al., 2010; Lindgren et al., 2013) hanno dimostrato la presenza di una coda bilobata, molto simile a quella degli mwwaittiosauri e degli mwwqsquali.

Classificazione

mwcaMosasaurus dà il nome e fa parte della famiglia dei mwcqmosasauridae, a sua volta suddivisa in diverse sottofamiglie. Lo stesso mwcgMosasaurus fa parte della sottofamiglia dei mwcwMosasaurinae. Questa sottofamiglia, a sua volta, è ulteriormente divisa in piccole mwdatribù, e in esse mwdqMosasaurus è raggruppato insieme a mwdgmwdwClidastes, mweamweqMoanasaurus e mwegmwewLiodon, nella tribù dei mwfaMosasaurini.

Dal momento che il genere mwfgMosasaurus è stato nominato per la prima volta nel XIX secolo, numerose specie sono stati assegnate al genere, sia che provenissero dal mwfwNord America sia dall'mwgaEuropa. Molti ricercatori hanno suggerito che alcune specie europee siano in realtà mwgqsinonimi delle loro controparti americane. Purtroppo molti fossili sono tuttora incompleti perciò è tuttora impossibile stabilire quale specie sia un sinonimo di un'altra. Ad esempio, la specie americana gigante mwggM. maximus è considerato dalla maggior parte dei ricercatori un mwgwsinonimo junior della specie europea mwhaM. hoffmannii, anche se alcuni scienziati sostengono che i due possono essere specie distinte sulla base di alcune caratteristiche delle ossa del cranio.cite-ref-taxonomy2015-4-0[4]cite-ref-mosasaurus-taxonomy-2015-5-0[5]

Oggi solo cinque specie sono generalmente riconosciute come valide: la mwjgspecie tipo mwjwM. hoffmannii (Mantell 1829), mwkaM. conodon (mwkqCope, 1881), mwkgM. lemonnieri (Dollo, 1889), mwkwM. beaugei (Arambourg, mwla1952) e mwlqM. missouriensis (Harlan 1834).cite-ref-taxonomy2015-4-1[4]cite-ref-6[6]

Il mwnwcladogramma riportato qui di seguito mostra l'analisi filogenetica dei mosasauri, secondo gli studi di DV Grigoriev (2013):cite-ref-lutugini2013-7-0[7]

Specie riassegnate, sinonimi e nomen dubium

• mwqqM. copeanus mwqg(mwqwMarsh, 1869) = mwramwrqPlioplatecarpus depressus
• mwrwM. crassidens mwsa(Marsh, 1870)
• mwsgM. dekayi mwsw(Bronn, 1838) = mwtqM. hoffmanniicite-ref-taxonomy2015-4-2[4]
• mwuwM. flemingi mwva(Wiffen, 1990)
• mwvwM. gaudryi mwwa(Dollo, 1889)
• mwwgM. gracilis mwww(mwxaOwen, 1850)cite-ref-owen1850-8-0[8]cite-ref-owen1851-9-0[9] ora riassegnato a mwzqRussellosaurina.cite-ref-10[10]
• mw0wM. hardenponti
• mw1qM. horridus mw1g(Williston, 1895) = mw2aMosasaurus missouriensis
• mw2gM. iguanavus mw2w(mw3aCope, 1868)
• mw3gM. ivoensis mw3w(Persson, 1963) = mw4amw4qTaniwhasaurus? ivoensis
• mw4wM. johnsoni mw5a(Mehl, 1930) = mw5qmw5gAmphekepubis johnsoni
• mw6aM. lonzeensis mw6q(Dollo, 1904)
• mw6wM. lundgreni mw7a(Schröder, 1885)
• mw7gM. mangahouangae mw7w(Wiffen, 1980) = mw8amw8qMoanasaurus mangahouangae
• mw8wM. meirsii mw9a(Marsh, 1869)
• mw9gM. neovidii mw9wmw-avon Meyer, 1845
• mw-gM. scanicus mw-w(Schröder, 1885)

Storia della scoperta

Le prime scoperte

mwaqmMosasaurus è stato il primo mwaqqgenere di mwaqumosasauride a essere stato descritto e nominato.cite-ref-evans2010-11-0[11] Il primo resto fossile noto alla scienza fu un cranio frammentario, ritrovato in una cava di gesso a St Pietersberg, una collina nei pressi di mwaqoMaastricht, mwaqsPaesi Bassi, nel 1764, e collezionato dal tenente Jean Baptiste Drouin, nel 1766. In seguito, fu regalato al mwaqwMuseo Teylers, a mwaq0Haarlem, nel 1784 da Martinus van Marum, il primo direttore del museo, che pubblicò la sua descrizione solo nel 1790. Egli riteneva che il fossile fossero le ossa di un "grande pesce che respira" (mwaq4Pisces cetacei, in altre parole una mwaq8balena).cite-ref-12[12] Il fossile fa ancora parte della collezione, classificato come l'esemplare TM 7424.cite-ref-13[13]

Tra il 1770 e il 1774 ("1770", secondo mwarkFaujas de Saint-Fond,cite-ref-14[14] "intorno al 1770", secondo Campercite-ref-15[15] e "mwasien 1780 ", secondo Cuvier nel 1808cite-ref-16[16]), venne scoperto e recuperato un secondo cranio parziale. Il nuovo fossile fu ritrovato nel terreno di proprietà del mwasccanonico Theodorus Joannes Godding, che aveva la sua casa di campagna sul pendio della collina. Un medico locale in pensione dell'esercito tedesco/olandese, Johann Leonard Hoffmann (1710-1782), raccolse alcuni frammenti che corrispondevano al cranio dell'olandese prof. mwaskPetrus Camper. Hoffmann pensava che l'animale fosse un mwasococcodrillo. Nel 1786, tuttavia, Camper rigettò tale ipotesi affermando che i resti erano quelli di "uno sconosciuto mwassodontoceto".cite-ref-17[17]

A causa della sua importanza strategica come città fortezza, mwatyMaastricht fu occupata dalle armate rivoluzionarie francesi verso la fine del 1794. Ad accompagnare le truppe francesi, anche se arrivò a Maastricht due mesi dopo che la città era stata occupata, fu il geologo mwatcBarthélemy Faujas de Saint-Fond, in missione per assicurare la pace, insieme al mwatgreprésentant du peuple (mwatkcommissario politico) Augustin-Lucie de Frécine (1751-1804), che durante l'occupazione cercò di trasportare vari oggetti di valore artistico o scientifico, per arricchire i musei della Francia. Siccome il fossile era stato rimosso dal cottage e nascosto all'interno della fortezza, Frécine promise "seicento bottiglie di vino eccellente" per colui che gli avrebbe procurato il fossile per primo. Così in poco tempo, una dozzina di granatieri tornarono per riscuotere la ricompensa, portando il fossile con loro.cite-ref-18[18] Nel dicembre 1794, il fossile fu trasferito a mwat4Parigi, come mwat8bottino di guerra e dichiarato mwauapatrimonio nazionale, venendo aggiunto alla collezione del nuovo mwaueMuseo nazionale di storia naturale di Francia.

Nel 1798, mwaumFaujas de Saint-Fond pubblicò il suo libro mwauqHistoire naturelle de la montagne de Saint-Pierre de Maestricht [Tome 1], che conteneva anche un resoconto delle circostanze del ritrovamento del fossile. Secondo lui, il dottor Hoffmann aveva pagato i cavatori per informarlo di eventuali reperti fossili. Quando il cranio fu ritrovato nel 1770, Hoffmann fu avvisato dai cavatori e in seguito lui stesso avrebbe condotto gli scavi. In seguito, Godding avrebbe rivendicato i suoi diritti come proprietario terriero e costretto Hoffmann ad abbandonare la sua proprietà attraverso una querela, che vinse influenzando la corte. De Saint-Fond, dopo tutto, nel 1795, ha salvato il campione per la scienza, promettendo un considerevole indennizzo per Godding per compensarlo della perdita. Tuttavia, come illustrò in seguito lo storico olandese Peggy Rompen, questa versione dei fatti non è del tutto fondata e vi sono altre versioni. Godding era il proprietario originale, e Hoffmann chiaramente non possedeva il fossile, ma non vi è alcuna traccia di qualsiasi azione legale, e Faujas de Saint-Fond probabilmente non ha mai pagato nulla, e l'intera storia sembra essere stata creata da lui stesso solo per giustificare l'espropriazione con la forza militare.cite-ref-19[19]

Identificazione come rettile

Lo stesso De Saint-Fond ipotizzò che i fossili rappresentassero un grande mwavecoccodrillo. Nel 1798, il figlio di Petrus Camper, Adriaan Gilles Camper, studiò ancora una volta il fossile indirettamente riconsiderando la descrizione di suo padre. Fu il primo ad arrivare alla conclusione che i resti appartenevano a un gigantesco mwavivarano.cite-ref-20[20]

Nel 1808, mwavgGeorges Cuvier confermò l'idea di Camper. Il fossile era già entrato a far parte delle prime speculazioni di Cuvier sulla possibilità di specie animali estinte, all'epoca considerata un'eresia dalla mwavkchiesa. L'idea di specie estinte aprì la strada alla sua teoria sul mwavocatastrofismo e sulla "creazione divina", uno dei predecessori della teoria dell'evoluzione. Prima di ciò, si pensava che tutti gli esemplari di rettili fossili, andavano interpretati come forme simili a quelle dei giorni nostri: coccodrilli, pesci, balene o grandi mammiferi terrestri. L'idea di Cuvier, che il campione di Maastricht fosse una versione gigantesca di un animale moderno, ma differente da qualsiasi specie vivente, oggi sembra strana e lo fu anche per lui. Così giustificò questa teoria confidando nelle sue tecniche nel campo, allora in via di sviluppo, sull'mwavsanatomia comparata, che aveva già utilizzato per identificare altri membri giganti ed estinti di altri gruppi moderni conosciuti solo da fossili, tra cui il mwavwtapiro gigante e il mwav0bradipo terricolo.cite-ref-evans2010-11-1[11]

Non era ancora stato avanzato nessun nome scientifico per la nuova specie, visto che di solito il campione veniva definito come il mwawgGrand Animal fossile des Carrières de Maëstricht cioè il "grande animale fossile delle cave di Maastricht". Nel 1822, William Daniel Conybeare coniò il nome mwawkMosasaurus, dalla parola latina mwawoMosa, latinizzazione del nome mwawsMosa, il fiume che passa per il monte San Pietro, luogo dove è stato rinvenuto il secondo cranio (mwawwolotipo MNHNP AC9648). Il nome specifico, mwaw0hoffmannii, è stato aggiunto da Gideon Mantell nel 1829, in onore di Hoffmann, sul presupposto che fosse lui lo scopritore del campione tipo. La forma emendate mwaw4hoffmanni viene usata spesso oggi, sebbene sia in contrasto con le regole dell'mwaw8ICZN, in quanto "l'ortografia originale di un nome [...] deve essere preservata".cite-ref-21[21] Nel 1854, il biologo tedesco mwaxqHermann Schlegel fu il primo a ipotizzare che il mwaxuMosasaurus avesse delle pinne al posto delle zampe da rettile.

Scoperte recenti

Il 19 settembre 2012 fu annunciato che, nove giorni prima, un nuovo scheletro di quello che sembrava essere un mwaxgMosasaurus era stato ritrovato nella cava di calcare appena fuori mwaxkMaastricht, la stessa cava che aveva restituito l'esemplare tipo di mwaxoMosasaurus hoffmannii. Carlo Brauer, un operatore escavatore dell'ENCI, scoprì dei denti fossili tra le pale della sua scavatrice. La mattina del lunedì 10 settembre, il personale del museo recuperò diverse grandi sezioni del cranio e parte del corpo e della coda, di un esemplare di circa 13 metri. Sulla base di questa mwaxsstratigrafia, l'età del campione è stata stimata intorno ai 67,83 milioni di anni, il che lo rende circa un milione e mezzo anni più vecchio rispetto a "mwaxwBèr". Da ciò che si è scoperto, questo sembra essere il più antico campione noto di mwax0M. hoffmannii o di una qualunque specie strettamente correlate. Il campione è stato soprannominato "Carlo", in onore dell'operaio ENCI che la scoprì.cite-ref-nhmmaastricht-22-0[22]

Il 18 aprile 2015 un paleontologo dilettante di quattordici anni, Lars Barten, da Rijkevoort, un villaggio in mwaymBrabante Settentrionale, provincia dei mwayqPaesi Bassi, insieme al padre Jos Barten, ha scoperto un fossile di mwayuM. hoffmannii vicino a una cava ENCI di Maastricht. Il fossile è stato soprannominato Lars, in onore del suo scopritore, e ora risiede nel Natuurhistorisch Museum Maastricht (Museo di Storia Naturale di Maastricht).cite-ref-nhmmaastricht-lars-23-0[23]

Sempre nel 2015, nella Formazione Fox Hills, nella mwaysContea di Ziebach, in mwaywDakota del Sud, è stato ritrovato un grande teschio di mway0Mosasaurus conservato tridimensionalmente. Questo cranio rappresenta la prima testimonianza fossile di mway4M. hoffmannii in mway8Nord America, ampliando notevolmente la gamma paleogeografica della specie. Sebbene diversi autori abbiano sempre pensato che questi fossili appartenessero alla specie americana mwazaM. maximus, questo ritrovamento ha permesso agli scienziati di stabilire che la specie mwazeM. maximus non è altro che un mwazisinonimo di mwazmM. hoffmannii, e che le caratteristiche craniche spesso citate per distinguere le due specie erano in realtà variazioni individuali o diversi stadi mwazqontogenici.cite-ref-24[24]

Paleoecologia e paleobiologia

Questo rettile doveva essere uno dei massimi predatori del suo ambiente. La mwaaemorfologia e le dimensioni, infatti, denotano uno spiccato adattamento alla predazione, e probabilmente il mosasauro si cibava di una varietà notevole di mwaaipesci, mwaammolluschi mwaaqcefalopodi e altri rettili marini. Le orbite piccole e gli organi di olfatto poco sviluppati suggeriscono che questo animale fosse un nuotatore di superficie, che preferiva rimanere in acque costiere.

Numerose ferite alle mascelle riscontrate in esemplari fossili suggeriscono che questi animali conducevano uno stile di vita particolarmente violento, probabilmente combattendo fra loro. In un esemplare di grosse dimensioni il cranio è stato fracassato, evidentemente mentre l'animale era ancora in vita, da qualche altro organismo. Si presume che l'autore dell'attacco sia stato un esemplare gigante di mwaaymwaacHainosaurus, un altro mosasauride dalla particolare conformazione del muso (Lingham-Soliar, 1998).

Un esemplare giovane della specie mwaakMosasaurus missouriensis, ritrovato nella formazione Bearpaw in mwaaoAlberta, conserva al suo interno i resti degli animali di cui si era cibato. All'interno della sua mwaasgabbia toracica e attorno all'esemplare sono ben conservate le ossa di pesci mwaawaulopiformi, tra cui un cranio. Il cranio del pesce è perforato e i suoi centri vertebrali troncati, e ciò suggerisce che mwaa0M. missouriensis impiegasse la macrofagia, nonostante l'apparente mancanza di usura dei denti. Un esemplare di mwaa8mwabaPrognathodon overtoni rinvenuto nella stessa formazione è noto per avere consumato una mwabetartaruga marina così come alcuni pesci, e presenta coerentemente un'usura apicale dei denti marginali. Si è ipotizzato quindi che la coesistenza di questi superpredatori nel Mare di Bearpaw sia stata possibile a causa della differenziazione di mwabinicchie ecologiche. Infine, la carcassa di mwabmM. missouriensis è stata probabilmente smembrata da almeno tre mwabqsquali mwabulamniformi, in base al ritrovamento di denti sostituiti e una serie di mwabyprocessi trasversi troncati nella coda del mosasauro.cite-ref-25[25]

Nella cultura di massa

Il mwab0Mosasaurus è uno dei rettili marini più famosi al mondo; il gran successo di questo animale è dovuto soprattutto alla sua apparizione nel mwab4mwab8franchise di mwacamwaceJurassic Park che appare per la prima volta in mwacimwacmJurassic World (2015), così come nel sequel mwacqmwacuJurassic World - Il regno distrutto (2018)mwacy, nel corto mwaccmwacgBattle at Big Rock (2019), nella serie animata mwackmwacoJurassic World - Nuove avventure e nei film mwacsmwacwJurassic World - Il dominio (2022) e mwac0mwac4Jurassic World - La rinascita (2025); in quest'ultimo, in particolare, appare un esemplare diverso, con un modello più accurato scientificamente. Nel primo film è protagonista dello "show del pasto", dove divora uno mwac8squalo bianco morto davanti ai turisti. Inoltre, nel finale, uccide definitivamente l'mwadaIndominus rex. Nel secondo film, con il parco ormai abbandonato, si scopre che è ancora vivo e riesce a fuggire e a finire in mare aperto; lo si vede poi alla fine divorare un surfista. Nel terzo film il Mosasauro compare all'inizio divorando una nave di pesci e alla fine insieme ad alcune mwadimegattere. Il Mosasauro di mwadmJurassic World è stato rappresentato con dimensioni di gran lunga superiori a quelle che in realtà possedeva, per poter rendere realistico il fatto che potesse uccidere lmwadq'mwaduIndominus rex.

Prima del grande successo dovuto a mwadcJurassic World, il Mosasauro era apparso nei film mwadgmwadkQuando i dinosauri si mordevano la coda (1970), mwadomwadsPaura primordiale (2007) e nei videogiochi mwadwmwad0Dino Crisis 2 (2000), mwad4Jurassic Park III: Park Builder (2001), mwad8Jurassic Park: Builder (2012) e mwaeaHungry Shark Evolution (2015).

Comparve poi nei videogiochi mwaeimwaemLEGO Jurassic World (2015), mwaeqJurassic World: Il Gioco (2015), mwaeyPrimal Carnage: Extinction (2015), mwaecARK: Survival Evolved (2017), mwaekSaurian (2017), mwaeoHungry Shark World (2017), mwaesBeasts of Bermuda (2018) e mwaewmwae0Jurassic World Evolution 2 (2021). Inoltre nelle serie televisive mwae4Amazing Dinoworld (2019) e mwae8mwafaIl pianeta preistorico (2022).

Il mwafiMosasaurus sarebbe anche dovuto apparire nel film mwafmmwafqDinosauri (2000) della mwafuDisney, ma le scene che lo coinvolgevano furono scartate; tuttavia esiste un modello computerizzato di questo rettile realizzato per la pellicola.

Note

cite-note-11. mwafwmwaf0mwaf4Mosasaur fossil aquatic lizard, su mwaf8britannica.com.
cite-note-22. mwagmmwagqmwaguA giant mosasaur (Reptilia, Squamata) with an unusually twisted dentition from the Argille Scagliose Complex (late Campanian) of Northern Italy (mwagymwagcPDF), su mwaggdisva.univpm.it.
cite-note-33. mwagwmwag0mwag4Lesson 74 - Mosasaurs, su mwag8oldearth.org.
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cite-note-mosasaurus-taxonomy-2015-55. mwaiiT. L. Harrell e J. E. Martin, mwaimmwaiqA mosasaur from the Maastrichtian Fox Hills Formation of the northern Western Interior Seaway of the United States and the synonymy of Mosasaurus maximus with Mosasaurus hoffmanni (Reptilia: Mosasauridae), in mwaiuNetherlands Journal of Geosciences - Geologie en Mijnbouw, vol.mwaiy 94, 2014, p.mwaic 23, mwaigDOI:mwaik10.1017/njg.2014.27.
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cite-note-1717. mwapoFragmentum Maxillae superioris, lateris dextri capitis Physeteris incogniti ex Monte St. Petri, Traj. [ectum] ad Mosam, as Camper writes in "Conjectures relative to the petrifactions found in St. Peter’s Mountain near Maestricht", Philosophical Transactions, mwaps76: 443-456, on p. 456, in a legend to Tab XVI. The translation of the Latin text is: "Part of the upper jaw of the right side of the head of an unknown toothed whale from St. Peters Mountain, Maastricht." mwapwPhyseteris incogniti is the genitive case of mwap0Physeter incognis. Camper did not name the species this way: mwap4Physeter incognis is not to be read as a species name but literally as "an unknown toothed whale". The name mwap8Physeter now means sperm whale but as one can read on p. 445 of Camper's paper, he used it in a broader sense: "... a physeter, breathing fish, Delphinus, or Orca, or under whatever genus it may be ranked...".
cite-note-1818. At least, that is what happened according to the account Faujas de Saint-Fond later (1798) gave of the events. His version is questioned by Dutch historian Peggy Rompen, who researched the history of the piece and was unable to find any evidence for the reward, nor for any of the other "facts" about the discovery of the skull, its owner, and its history, as written down by Faujas de Saint-Fond. Rompen, P. (1995). mwaqqMosasaurus hoffmanni: De lotgevallen van een type-exemplaar.
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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• citereffossilworks-org(EN) Mosasaurus, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Mosasaurus / Drepanodon, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• Oceans of Kansas mwauw
• Natural History Museum of Maastricht in the Netherlands mwau4